STATO & SPORT: AVVISTATI FINANZIAMENTI
 
Il Presidente Nazionale Massimo Achini esulta e chiede che tutta la comunità sportiva condivida con lui la gioia. 
Alla Farnesina si sono riuniti i delegati dei ministri allo sport dell’Unione Europea. L’Italia era rappresentata da Delrio (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), il quale, per nostra immensa fortuna, il mondo dello sport lo conosce davvero: non c’è niente di meglio dell’aver allenato una squadra amatoriale per poter capire cosa significhi essere dediti in toto all’attività sportiva, per conoscere quali sacrifici stiano alla base. Ecco che ha allora garantito che il Governo farà il possibile per garantire al Coni il finanziamento attuale, senza tagli.
Ovviamente non si può solo aspettare la manna dal cielo: finanziamenti, sì, però in cambio il Coni dovrà rivedere i suoi conti ed eliminare certi sprechi inutili. Compromesso siglato: il Comitato Olimpico promuoverà progetti scolastici, aiuterà le società sportive di base e si farà alfiere di uno sport come fattore socio-educativo.
Vi starete chiedendo cosa ci sia di nuovo in tutto questo. Beh, la “rivoluzione” sta nell’aver messo un punto fermo sulla destinazione degli incentivi statali: chi poteva dirci, fino all’anno scorso, dove finivano veramente i soldi che lo Stato destinava all’attività sportiva? Non conta forse di più aumentare la promozione sportiva del nostro Paese, partendo magari proprio da quelle squadre locali da sempre sottostimate? 
Da tempo immemore il Csi è portavoce di ideali simili; il problema è che nella società odierna non bastano più i buoni propositi: servono i finanziamenti. E finalmente sembra che il binomio “investimenti – sport per crescere” si possa realizzare. Perché va ricordato che, anche se di certo lo sport non sarà l’unico fattore (o forse è uno dei meno incisivi in materia), costituisce pur sempre uno dei punti da cui far ripartire il Paese.
Vogliamo vederla in un’ottica meramente economica? E vediamola: le società dilettantistiche ricevono sovvenzioni che permettono loro di non fallire, sempre più ragazzi si iscrivono, le squadre crescono e fanno dei servizi al territorio (es. organizzazione di giornate sportive), si disputano partite e gare, gli spettatori si riuniscono in luoghi vari di provincia-regione-nazione, l’economia gira grazie ai loro consumi (es. acqua, panini, benzina…) e il turismo locale riceve un notevole impulso (più persone alloggeranno in zone in cui magari non si sarebbero mai recati, gli alberghi aprono fuori stagione, i ristoranti lavorano…), lo stato investe in infrastrutture (per far fronte alla nuova domanda, creando posti di lavoro al contempo)…. Devo continuare? Ma no, basta essere veniali, basta pensare solo al ritorno economico. Sovvenzionare le squadre implica avere una nazione più unita, più sana, meno perditempo e più pronta ad affrontare gli imprevisti.
La speranza che si volti davvero pagina è tornata a splendere col sodalizio Delrio-Malagò, due persone ai vertici che credono nel potere della parola “sport”.
Speriamo solo la fiducia che abbiamo riposto in loro non venga tradita da complicazioni burocratiche dell’ultimo momento.
Di certo c’è che il Csi continuerà con la sua convinzione: fare in modo che lo sport dia il meglio di sé stesso è la chiave per avere una società che funzioni.
 
Silvia Zaggia
 

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