REGOLAMENTI …………………….. PERCHE’
Molto spesso ai dirigenti del CSI giungono richieste legate a possibili deroghe al regolamento, soprattutto se si tratta di piccoli atleti/e.
La riposta che solitamente i responsabili del CSI formulano è negativa.
Conclusione: il CSI è composta da persone incapaci di comprendere la realtà delle squadre; da persone che non sono in contatto con bambini e ragazzi e, quindi, incapaci di coglierne le attese.
Ma è proprio così?
Mi sento di rispondere che non è così! Il CSI (e quindi le persone che ne fanno parte), oltre ad un intento agonistico (giusto e sacrosanto) si pone anche uno scopo educativo: aiutare le giovani generazioni a crescere nel rispetto dell’altro, pur nel desiderio che la propria squadra vinca; aiutare le giovani generazioni a capire che lo sport non è fine a se stesso, ma che, anche attraverso lo sport, ci si struttura come persone consapevoli del proprio e dell’altrui valore.
La singola società sportiva rappresenta il nucleo portante del CSI in quanto assume il ruolo di associazione di uomini e donne che promuovono attività sportive, condividendo con il CSI la medesima concezione dell’uomo e dello sport:vivere l’esperienza sportiva come cammino di maturazione umana ed esperienza comunitaria.
Cosa c’entra il regolamento sportivo con tutto questo? Direi che c’entra, eccome!!!
Il regolamento sta alla squadra come le leggi stanno ai cittadini.
E’ bello pagare le tasse? Potremmo dire che nessuno è entusiasta nel farlo, ma dobbiamo dire che è giusto farlo perché permette a tutti di godere di diritti comuni (salute, scuola,….). Una persona adulta e matura sa che le regole sono alla base della convivenza civile.
Se lo sport è inteso come “palestra di vita” , luogo in cui si imparano a vivere i valori del rispetto dell’avversario, dell’accettazione reciproca, della fatica per giungere ad un risultato perché allora non chiedere ai nostri atleti, anche se piccoli, il rispetto delle regole?
Il regolamento non è qualcosa che opprime, ma è ciò che permette il dialogo su un piano di assoluta parità. Provate ad immaginare uno sport ( scegliete voi la specialità sportiva che preferite) senza regole. E’ possibile? E vi assicuro che i piccoli sanno capire una norma, se questa viene giustamente spiegata; e la sanno accettare (magari all’inizio con qualche fatica)
Aiutare gli atleti a rispettare le regole ci permette di assolvere il nostro compito educativo contribuendo a formare uomini, futuri cittadini, rispettosi della legalità.
Se non si abituano fin da subito i piccoli atleti all’accettazione di norme e regole, come potremo sperare che, divenuti più grandicelli, capiscano che al semaforo rosso ci si deve fermare, che i limiti di velocità vanno rispettati e…….. molto altro che non sto qui ad elencare.
E’ assurdo quello che ho prospettato? Qualcuno probabilmente dirà: “ Cosa sarà mai una piccola trasgressione!”
Sono esagerato? Se questa mia riflessione potrà servire ad aprire un dialogo costruttivo, se permetterà di fermarci insieme per riconsiderare il nostro ruolo, non sarà stato inutile essere considerato un “esagerato”.
MARIO

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